Le sette meraviglie della Lunigiana

E’ uscito il volume, voluto da nostro Club, “LE SETTE MERAVIGLE DELLA LUNIGIANA” che identifica sette elementi appartenenti al territorio che rappresentano delle unicità e destano meraviglia.

Le splendide fotografie di Walter Massari accompagnano i testi degli autori: Andrea Baldini, Romano Bovastro, Giuseppe Benelli, Elisabetta Carpitelli, Germano Cavalli, Nicola Gallo, Liano Gia, Roberto Ghelfi, Angelo Ghiretti Gian Luigi Maffei, Mirco Manuguerra e Andrea marmori.

La Lunigiana una regione etnico-linguistica che dal Medioevo ad oggi ha avuto un solo confine, quello dell’antica Diocesi di Luni.
Al di là della circoscrizione eccelesiastica non è mai esistita un’altra line di demarcazione politica e amministrativa che abbia riunito il territorio in un’unità.
Anzi nei secoli ha trionfato l’opposto, le spartizioni, il succedersi dei cambi di regime fra molteplici potenze che miravano al controllo della via Francigena.


Le statue stele della lunigiana

Le statue stele costituiscono un’importante testimonianza di civiltà preistoriche che vanno dal III millennio a.C. a circa nel VI sec. a.C.

In Lunigiana se ne conoscono attualmente 80 esemplari.

Le statue raffigurano in maniera stilizzata personaggi maschili e femminili con elementi caratterizzanti quali armi o monili.

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Castelli e Feudi Imperiali

Nel medioevo molti sono i castelli presenti  in Lunigiana. I castelli si trovano alla confluenza dei fiumi o importanti strade di comunicazione. Castelli importanti si trovano a Pontremoli, Aulla, Soliera, Fivizzano, Gragnola. Questi castelli sparsi sul territorio servivano ai signori del tempo per esercitare il proprio potere sul territorio feudale oltre che come residenza. Oltre ai castelli si nota che i borghi della Lunigiana sono fortificati, borghi muniti di torri e mura per proteggere la popolazione, artigiani, contadini, boscaioli che erano la ricchezza della Lunigiana.

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Le Alpi Apuane

Le montagne sono uno sfondo impareggiabile , questi picchi rocciosi sono il segnale che annunciano la Lunigiana, ambiente caratterizzato dalle asperità dei sentieri adatti solo agli abitanti ma difficili da praticare per chi non è pratico della montagna.

Le Alpi Apuane sorgono tra l’Apennino e la costa tirrenica, come annotava il Boccaccio, in un ambito ben delimitato, a Sud-Ovest, dalla piana della Versilia e dal basso corso del Magra che, da Luni in poi, s’incunea naturalmente all’interno delle montagne dell’estremo Levante Ligure.

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Il Golfo della Spezia

“ Il più bel golfo dell’universo”
E’ un golfo molto ampio e molto bello, racchiude nel suo perimetro molte baie. Il golfo preesiste alla fondazione da parte dei romani della colonia chiamata Luni , avvenuta nel 177 a.C. Da quel grande golfo partirono spedizioni militari che segnarono l’epopea e l’ascesa di Roma.
Una grande storia che viene descritta con ampie citazioni sapientemente da Andrea Marmori.

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Le Cinque Terre

“La Riviera di Levante, tra le Cinque Terre e Portovenere, costituisce un sito culturale di eccezionale valore, nel quale l’uomo e la natura sono riusciti a integrarsi perfettamente con un paesaggio affascinante e unico.

Allo stesso tempo conserva intatto da secoli il tipo di vita tradizionale che ancora oggi svolge un ruolo socioeconomico di grande importanza nella sussistenza della comunità.”

Con questa motivazione l’UNESCO nel 1977 qualificava Portovenere, le Cinque Terre e le Isole(Palmaria,Tino e Tinetto) Patrimonio dell’Umanità.

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I luoghi danteschi

Nel 2003 Mirco Manuguerra autore di studi fondamentali su Dante, Presidente del Centro Lunigianese di Studi Danteschi, Fondatore del Museo Dantesco di Mulazzo, propone per la prima volta nel 2003, la Lectura Dantis Lunigianese di PurgatorioVIII mettendo in evidenza tre elementi principali assenti fino a quel momento e che dimostrano senza dubbio la presenza di Dante in Lunigiana.

Il primo è la data della venuta di Dante in Lunigiana stabilita da Livio Galanti sulla base della profezia astronomica, nell’aprile 1306, il secondo è l’Elogio di Dante in favore del ramo imperiale della famiglia Malaspina ( detto dello spino secco).

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I paesi dei librai e degli stampatori

Spinti da condizioni di vita molto difficili, gli emigranti Lunigianesi scelgono di vendere anche i libri.
I librai Pontremolesi portano la loro gerla carica di chincaglieria e di libri da cascinale a cascinale, da città a città . Si spostavano prima con la gerla poi con il carretto che diventava una bancarella e poi sceglievano una città per iniziare una attività commerciale: il Libraio.
Montereggio “il paese dei librai” è nel comune di Mulazzo il borgo che ha dato in Italia il maggior numero di librerie. Nel 1952 su iniziativa dei librai pontremolesi nasce il Premio Bancarella.

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